L’innalzamento dell’età media dei lavoratori, la trasformazione delle aspettative delle nuove generazioni e l’impatto crescente dell’intelligenza artificiale stanno riscrivendo le regole del mondo del lavoro. A raccontarlo con lucidità è stato Jacopo Castano, Founder & Managing Partner di Apraise, nel corso del suo intervento al Milan Longevity Summit, evento dedicato all’analisi delle trasformazioni in corso nel mercato del lavoro.
Un cambiamento che non è uguale per tutti
Uno dei primi elementi messi in evidenza da Jacopo Castano è l’eterogeneità delle risposte delle aziende di fronte al cambiamento:
“Non c’è un’unica fotografia valida per tutti: la reazione e l’approccio alla longevità lavorativa cambiano molto a seconda della dimensione aziendale, della cultura organizzativa e del settore di riferimento.”
Le grandi multinazionali, le PMI, le imprese familiari, i settori tecnologici e quelli agricoli o manifatturieri affrontano in modo molto diverso il tema dell’invecchiamento della forza lavoro e della necessità di evolvere i modelli organizzativi.
Tre forze demografiche che stanno riscrivendo gli equilibri
Jacopo Castano ha tracciato un quadro chiaro dei fenomeni demografici che stanno agendo in profondità:
- L’aumento dell’aspettativa di vita, che porta naturalmente a una permanenza più lunga nel mondo del lavoro.
- Il calo della natalità, che riduce il numero di giovani disponibili all’ingresso nel mercato.
- La fuga di talenti all’estero, che impoverisce ulteriormente la “pipeline” di risorse junior per le aziende italiane
A questo si sommano gli effetti delle politiche previdenziali, che posticipano l’uscita dal mercato del lavoro e rendono strutturale la presenza di lavoratori senior nelle organizzazioni.
Il risultato? Una popolazione aziendale sempre più matura. Negli ultimi 45 anni, i lavoratori sotto i 25 anni sono passati dal 41% all’11%, mentre gli over 50 sono cresciuti dall’11% al 33%. Una vera e propria inversione demografica, che ha implicazioni profonde su tutti i livelli.
I tre impatti principali dell’invecchiamento della forza lavoro
- Costi crescenti
Una forza lavoro più senior significa spesso retribuzioni più elevate. Questo rappresenta un onere crescente per le imprese, soprattutto se non accompagnato da un adeguato ritorno in termini di produttività o capacità di innovazione. - Produttività in calo
Secondo Castano, i dati mostrano una diminuzione della produttività media nelle imprese.
“Gli studi più recenti indicano che la curva di produttività raggiunge il picco attorno ai 50 anni, per poi declinare gradualmente. Un declino che ha motivazioni sia fisiche sia cognitive.”
Naturalmente, l’impatto varia in base al settore: in contesti come agricoltura o industria pesante, il calo può essere più evidente rispetto a settori basati sulla conoscenza o sui servizi. - Competenze e learning agility
Il terzo fronte è quello delle competenze:
“Le figure senior hanno un patrimonio di esperienza e stabilità fondamentale, ma oggi viviamo in un mondo che richiede aggiornamento costante, capacità di apprendere e adattarsi in tempi brevi.”
È qui che emerge il valore della learning agility dei giovani: la capacità di apprendere rapidamente e adattarsi a nuove tecnologie e contesti. La sfida, secondo Castano, è integrare questi due mondi in un equilibrio sostenibile e funzionale per l’azienda.
Frizioni culturali e nuovi paradigmi generazionali
Uno dei passaggi più rilevanti dell’intervento ha riguardato le differenze di approccio tra le generazioni.
“Oggi l’atteggiamento dei giovani verso il lavoro è profondamente diverso: più attenzione al work-life balance, maggiore richiesta di flessibilità, minore affezione all’azienda.”
Questi valori si scontrano con modelli organizzativi ancora costruiti su logiche gerarchiche e basate su un forte senso di appartenenza. Il risultato? Frizioni interne, difficoltà di integrazione, incomprensioni e una crescente esigenza di ridefinire la cultura organizzativa.
L’impatto (e le promesse) dell’intelligenza artificiale
L’AI è un ulteriore elemento che sta accelerando la trasformazione:
“Oggi l’intelligenza artificiale è vista come il cambiamento che cambierà tutto. E come accade con tutte le grandi innovazioni, arriva piano… poi all’improvviso.”
Secondo i dati del Fondo Monetario Europeo, l’impatto dell’AI potrà riguardare fino al 40% della popolazione lavorativa dei paesi occidentali. Negli Stati Uniti si registrano già le prime sostituzioni massive di lavoratori in alcuni ruoli. Un contesto che richiede una popolazione lavorativa pronta al cambiamento – e che spesso premia i profili più giovani, nativi digitali e abituati a interagire con queste tecnologie.
Giovani cercasi (ma i senior sono una risorsa strategica)
“C’è una fortissima domanda di profili junior, anche per ruoli manageriali. Le aziende cercano giovani perché portano innovazione, tecnologia, capacità di leggere il mercato.”
Il paradosso, però, è che molte aziende faticano a trovarli, e al contempo sono restie ad assumere profili over 50, anche quando le competenze lo permetterebbero.
Ma le dinamiche stanno cambiando. Nei paesi anglosassoni cresce il fenomeno del re-hiring: la riassunzione di profili senior – ora definiti longenials – portatori di competenze, visione strategica e cultura aziendale.
Jacopo Castano lancia un monito alle imprese italiane:
“Attenzione a far uscire persone con competenze chiave: potrebbero diventare il punto di forza dei vostri concorrenti.”
Serve un nuovo modello
Dalle parole di Castano emerge un invito concreto alla riflessione e all’azione. Le aziende non possono più permettersi di ignorare questi trend. La trasformazione è già in corso, e chi non si adatta rischia di perdere competitività.
“C’è una grande richiesta di cambiamento. Le imprese devono abbandonare i modelli tradizionali e ripensare strategie, politiche di inserimento, processi di gestione delle persone, modelli di leadership.”
Nel mondo del lavoro che cambia, la longevità non è solo una sfida, ma anche una grande opportunità: per innovare, per creare integrazione generazionale, per valorizzare tutte le competenze disponibili. A patto di saperle riconoscere.
Table of contents
- 1. Un cambiamento che non è uguale per tutti
- 2. Tre forze demografiche che stanno riscrivendo gli equilibri
- 3. I tre impatti principali dell’invecchiamento della forza lavoro
- 4. Frizioni culturali e nuovi paradigmi generazionali
- 5. L’impatto (e le promesse) dell’intelligenza artificiale
- 6. Giovani cercasi (ma i senior sono una risorsa strategica)
- 7. Serve un nuovo modello